Ich habe meine Seite geöffnet. Nachdem ich einige Entwürfe verworfen und teilweise alles neu gestalte habe, bin ich endlich soweit. Geschrieben habe ich sie in html und css und einige Plugins in php hinzugefügt, die nicht von mir sind.

Ich verkaufe auf meiner Seite Greeting-Cards zum Selbskostenpreis, die ich mit meinen Bildern und frei im Web erhältlichen Gifs gestalte.

Außerdem habe ich noch einige Seiten freier Gifs für Weihnachten und Neujahr hinzugefügt, die ich seit Jahren im Web sammele. Kopiere mit der rechten Mousetaste und mache keinen direkten Link zu meiner Seite.

In der Gallery Flowers kann man kostenlose e-cards an seine Feunde verschicken. Wähle ein Album, Foto, dann oben rechts den Briefumschlag und los gehts. Die email Adressen werden nicht registriert.

Ich denke es ist ein Angebot. Ich lade ständig neue Fotos und Karten hoch und somit gibt es auf meiner Seite immer wieder was Neues zu sehen.

Al pomeriggio avevo da fare nella stanza di libri della scuola. Con due altri compagni controllavo che libri erano restaurabili. Ogni settimana un altro gruppo faceva questo lavoro. La carta ha profumato l’aria della stanza e mi piacevo questo odore. Avevo tre ore tempo per la prossima autobus. Gli altri due erano andati dopo un ora  e stavo sola. Prendevo un libro dalla libreria ‘Denker und Staat’ (Logica e Stato) che mi interessavo tantissimo. Il tempo passava con velocità e mi potevo sbrigare ad arrivare dalla fermata della autobus.

A casa mi aspettava la nonna. Lei mi diceva che il padre e gli altri facevano la raccolta delle barbabietole da zucchero e che mi aspettano fuori nel campo. Prendevo un panino e partivo con la mia bicicletta. Sicuramente hanno detto che viene il gelo pensavo alla strada.

Il campo aveva già il vapore di freddo che durante la notte. Era fresco e le mani erano rosse fino al campo. La famiglia era al lavoro. Ognuno ha una fila delle barbabietole per tirare. Prendevo la fila del padre e lui cominciava di caricare. Fine verso mezzanotte facevamo la raccolta con i fari accesso del trattore. Due volte il padre doveva scaricare alla fattoria. Portava per noi un buon tè e caffè caldo e qualcosa per mangiare. Il mio naso, le mani e i piedi erano congelato ora stato veramente freddo.

Al mattina la madre noi scusato per malattia alla scuola e tutti avevamo pulito le barbabietole così il padre poteva trasportare dalla Südzucker AG a Groß-Gerau.

Dovevo ancora prendere la mia bicicletta che avevo lasciato nel campo. Ero andata con il trattore a casa. Dopo pranzo chiamavo il nostro cane Brak e andavo. Il campo stato un po lontano sopra nella collina verso Meno, nella zona il terreno sabbioso con argilla. I contadini hanno già arato quasi tutti i campi per l’inverno. Gli alberi perdono i fogli e si presentano in colori meravigliosi anche i arbusti non hanno più i fogli. La strada incassata era nel inverno con vista libera. La mia nonna aveva sempre paura di andare di qua perché raccontano un paio delle storie miracolose. Anch’io avevo paura di andare di là quando era bambina ma col tempo la paura si volatilizzato. Erano molte specie di uccelli e quanto passano i trattori si alzano con molto rumore. Forse questo rumore era il motivo per le storie. In l’inverno gli uccelli non sono molto si volano nel sud.

Arrivavo il campo e andavo in ritorno a piedi con la bicicletta. Brak ha voleva ancora un po annusare. Ero un po stanca e andavo lentamente giù.C’era un coniglio e Brak cercavo di cacciare. Mentre guardavo come lui era a caccia mi sedevo alla bicicletta e aspettavo. Si riusciva e lui veniva con il coniglio nella bocca da me. Mi sorprendevo totalmente che bisognavo un po di dare un elogio a Brak. Sempre con il coniglio nella bocca siamo andati verso la fattoria. Ma poi lui lasciava cadere la preda e guardavo a me. Prendevo il coniglio che ancora caldo a dava al portabagagli. ‘Va bene così’ ha detto e lui sembra d’accordo. Ora lui restava acconto a me fino alla fattoria.

Chiamavo la madre per il coniglio e anche il mio padre veniva. Brak prendeva il elogio di tutti . Cento volte poi il padre diceva ‘l’ho sapevo’ , era un cacciatore e cercavo sempre cani come Brak. Andavo con gli altri contadini nel inverno alla caccia con i cani e ora lui qualcosa di raccontare. In questo tempo i ratti vengono più vicino alla casa e lui faceva caccia al ratti con il fucile. Avevamo un 9mm e un fucile ad aria compressa. Con l’ultimo noi avevamo imperato di sparare. Ed ogni inverno la nonna raccontava che il padre e anche una volta non abbatteva un ratto invece abbatteva una gallina.

Alla sera la madre ha accesso la stufa e nel cucina era molto comodo. Durante la cena nessuno parlava molto eravamo stanchi. Avevo neanche un coscienza male che non guardavo nei libri per domani alla scuola. Un giorno non fa niente imparerò domani per due giorni. Mi salutavo e andavo a letto.

Al mattina avevo ancora gli occhi come un rana ma in tutto ero svegliata. Mi sentiva freddo ma nella scuola c’era un riscaldamento. Le prime ore avevamo inglese, poi la fisica e dopo la biologia. Nella biologia non ero buona, non so perché ma penso che il tipo di rappresentazione molto considerato in astratto.

Nella pausa la mia amica raccontava che visto ieri dopo la scuola Freddi e Mary insieme e che sembra questi due siano ora amici. ‘Perché no?’ rispondevo. ‘Ma quando i genitori devono ritornare?’ dici. ‘Il padre di Mary in ufficio di aeroporto, credo che questi persone non hanno il turno di tre anni ma non lo so esatto’. alzavo le spalle e cambiavo il tema. In momento non ero nel stato di parlare per persone del’ aeroporto. Chi sono? Che mi danno la colpa per il comportamento male del figlio.

Le prossime ore avevamo la fisica. Non lo so che mi piaceva di più, l’insegnante o la materia ma ero abbastanza bene. Il tema era la corrente e il flusso magnetico. Al fine della lezione lui diceva che andiamo alla prossima a Magonza dalla centrale elettrica per vedere come si fanno la corrente.

Non avevo fatto i miei compiti anche quando si aveva dato già una settimana fa e così il professore di biologia era stizzito e ricevo un brutto voto. Lui sempre dava un gran numero di compiti. Avevamo una settimana tempo per fare ma questa passava veloce.

Arrivo colla autobus a casa, dopo pranzo andavo sopra al mio luogo, vestito con una tenuta da sci, cominciavo di fare i compiti. Nella cucina di noi non era abbastanza calma e nella stanza di letto era la mia sorella. Lei dominava questo posto e dormivo solo qua. Dovevo imperare una lezione inglese. Con alta voce pronunciavo le parole. Mi mancava il dialogo con Norman, una lingua deve essere parlata. Lui mi sempre correggeva e ogni tanto mi facevo un noto alla lingua. Dovevamo ridere ma non aveva alcun importanza. Mi ascoltavo bene e quando credevo la pronuncia era giusto mi fermavo. Oggi ero veloce con i miei compiti, come si dice:’ Il lavoro con le mani rafforza il intelletto.’

Ho sette prendevo i miei libri e andavo giù. Il padre stava fuori e la madre faceva il foraggio per i maiali nel laboratorio. Prendevo una tazza di  latte, accesso la radio e ascoltavo musica. La hit parade era in un ora e anche i miei fratelli venivano per ascoltare. Sfoglia la rivista Bravo che scrivono un sacco di cose sui nostri favoriti. In questa distribuzione hanno scritto un articolo sul gruppo The Beatles e hanno metto a confronto con il gruppo The Rolling Stones.

Interrompevo a leggere quanto ascoltavo il nome ‘Jack Ruby’. La sentenza di condanna a morte per Jack Ruby era respinto dal corte d’appello criminale. Danno ordine di iniziare un’azione nuova dal una altra autorità giudiziaria. Tre anni erano passato dal morte di J.F.Kennedy. In maggio 1963 lui stava a Berlino. ‘Ich bin ein Berliner‘ queste poche parole hanno la Germania entusiasmata perché queste parole ha detto nientemeno che il presidente degli Stati Uniti. Nel stesso anno, 22 novembre, lui era assassinato al’ attentato. Jack Ruby non era il assassino di Kennedy, lui uccideva il probabile assassino di J.F.Kennedy, 24 novembre. Un strano fatto!

Anche dicono con la prossima Gemini 12 la programma sarà finita. ‘D’accorda’ pensavo e continuavo di leggere. Il articolo era interessante. Decca, London, respingeva il gruppo The Beatles (1962), ma The Rolling Stones hanno registrato e pubblicato. Per questo motivo The Beatles o migliore il suo manager Brain Epstein hanno fondato Apple-Records. La hit parade cominciava e metteva via la rivista.

Facevamo sempre una scommessa tra di noi e questa volta ha vinto il mio fratello. Il gruppo Dave Dee, Dozy,Beaky,Mick&Tich era al primo posto. Ma anche i gruppi The Kinks, Simon&Garfunkel, Animals, Yardbirds, The Beatles, The Rolling Stones and The Doors erano. Dopo la hit parade presentavano le canzoni nuove, c’era Stevie Wonder con una voce fantastica. Stavano in mezzo di un discorso se Simon&Garfunkel vincerà la prossima hit parade quando chiamava la madre per aiuto.

La mia madre cuoceva a vapore con un grande caldaia le patate per i maiali. Durante la settimana avevamo già pulito le patate dei germi. I germi sono veleno per i animali. Ognuno di noi prendeva due secchi pieni di patate e andavamo nella stalla. Che rumore, i maiali strillano che mi fanno male gli orecchi. Il cavallo e le vacche avevano già il foraggio. Le galline si occupava la nonna.

Il padre ritornava con il trattore. Arava i ultimi campi per l’inverno. I giorni erano ora corti e alle sei era quasi buio. Puliva il aratro e dava grasso al idraulica. Un vomere stava rotto e lui ricambiava.

Noi andavamo dentro e la madre cominciava di preparare la cena. Facevo la borsa per domani alla scuola e ordinavo un po le cose.

Brak abbaiava e il padre andava a guardare. La polizia era davanti il cancello. Il padre chiamava la madre e noi guardavamo curiosi dalla finestra della cucina. Che cosa era successo nel buio non avevamo visto molto. Una pentola alla cucina comincia di traboccare e la sorella e io si occupavano per la cena.

Über den Prager Stadtneurotiker

Die Angst lastet bereits auf dem Schulkind wie ein böser Geist. In einem Brief schildert Kafka später die sich täglich wiederholende Qual: „Beim Aus-dem-Haus-Treten sagte die Köchin, sie werde dem Lehrer erzählen, wie unartig ich zuhause gewesen bin.“ Je näher er zur Schule kommt, desto mehr steigert sich die Angst. (…) Obwohl die Köchin ihre Drohungen nie wahr macht, lässt ihn die Angst nicht mehr los. Andererseits beflügelt ihn die Angst vor dem Versagen zu ausgezeichneten Schulleistungen. Die Lehrer schätzen ihn. Vor der Aufnahmeprüfung ins Gymnasium jedoch hat Kafka Alpträume. „Oft sah ich im Geist die schreckliche Versammlung der Professoren …“ Die  Schule mit ihren furchteinflößenden Prüfungen bleibt ihm sein Leben lang ein Horror.
Kafkas Vater, oder besser Übervater, dessen aus allen Nähten platzende Energie das Prager Galanteriewarenunternehmen ständig vergrößert, regiert Kinder, Frau und Angestellte mit despotischer Strenge. Für ihn sind sie „Vieh, Hunde“ und „bezahlte Feinde“. Seine Erziehungsmethode beschränkt sich auf Befehle. Nach dem Abitur weiß Kafka nicht, was er werden soll. Er hat sich mit Darwin, Haeckel und Nietzsche beschäftigt. Soll er Philosophie studieren? Der Vater bekommt einen Tobsuchtsanfall, also studiert Franz zwei Wochen lang Chemie und wechselt dann zu Jura. Er will so schnell wie möglich einen Brotberuf haben, um vom ungeliebten Elternhaus unabhängig zu werden. Nebenher beginnt er zu schreiben, aber das ist die reinste Qual: Ständig plagen ihn Selbstzweifel. Da lernt Kafka eines Tages den gleichaltrigen Max Brod kennen, der ebenfalls literarische Ambitionen, jedoch weder Ängste noch starke Selbstzweifel hat. Dem Freund liest der sonst so Scheue seine literarischen Versuche vor und erntet uneingeschränktes Lob. Denn was er schreibt, ist erstklassig, nur weiß es niemand.
Nachdem Kafka sein Jurastudium beendet hat, kommt er als „Aushilfskraft“ bei einer Versicherung unter. Das gefällt ihm. Ein Jahr später erscheint seine erste Veröffentlichung in der Zeitschrift „Hyperion“. Peu à peu wird alles besser. (…) Ständig von Kopfschmerz und Nervosität geplagt, wird Kafka Vegetarier. Tagsüber dient er brav als Versicherungsangestellter, nachts aber schreibt er „mit unglaublicher Ekstase“, oft ohne Essen und Schlafen, seine unheimlichen Geschichten. Da verdonnert ihn der Vater dazu, Teilhaber der Asbestfabrik seines Schwagers Karl Hermann zu werden. Statt zu schreiben, soll Kafka in seiner Freizeit beim Aufbau der Fabrik helfen. Kafka ist verzweifelt und möchte sich umbringen. Warum wollen sie ihn quälen, etwas zu tun, was er nicht kann? Er kommt sich vor wie ein zu Unrecht Verurteilter. Sein berühmter Roman „Der Prozeß“ begann ursprünglich mit dem Satz: „Jemand musste Josef K. verleumdet haben, denn ohne dass er etwas Böses getan hätte, war er eines Morgens gefangen.“
Eines Tages lernt Kafka bei Max Brod die junge Berlinerin Felice Bauer kennen: „Blondes, etwas steifes reizloses Haar, starkes Kinn.“ In ihren Armen hofft er Trost zu finden. Zweimal ver- und entloben sie sich. Schließlich stellt der Arzt bei Kafka eine Lungentuberkulose fest. Kafka verlobt sich mit einer anderen Dame, entlobt sich, sucht Gesundung in Sanatorien, verliebt sich erneut, schreibt, schreibt, schreibt und stirbt mit 41, ohne dass die große Welt weiß, welches literarische Genie die Erde verlassen hat. Die Angst vor einem schmerzvollen Tod lässt Kafka seinen Arzt, der ihm eine sanfte Erlösung versprochen hatte, anflehen: „Töten Sie mich, sonst werden Sie mein Mörder.“
Seinen Freund und Bewunderer Max Brod trug Kafka auf, seinen gesamten Nachlass „restlos und ungelesen zu verbrennen.“ Zum Glück hat Max Brod diesen letzten, verrückten Wunsch ignoriert.
aus: Michael Korth, „Lexikon der verrückten Dichter und Denker. Berühmte Dichterfürsten und Geistesriesen, wie sie keiner kennt“, Eichborn Verlag, Frankfurt a. M. 2003

Franz Kafka

War ein Jurist und Schriftsteller. Er schrieb unter anderem “Der Prozeß”, “Die Verwandlung”, “Das Schloß”.

*

03.07.1883 in Prag, Tschechische Republik†
03.06.1924 in Kierling (Niederösterreich), Österreich

Ich habe seine Bücher alle gelesen, er ist für mich einmalig in der Darstellung der Figuren, die in seinen Erzählungen die Hauptrollen spielen.

Sono stata la prima volta veramente innamorata con 14 anni che disastro. Lui, Volker, era un anno più e noi due abbiamo visto ogni giorno nella scuola. Dopo la scuola lui veniva con la bicicletta e noi due siamo andati a passo. Abbiamo avuto molto da dire e ogni tanto, ma solo ogni tanto, siamo baciati. Volker poi trovava una altra ragazza e la storia era finita e anche lasciava dopo un anno la scuola. Sono stata triste e un po di tempo senza fame ne sorriso. La mia madre diceva di me, che il tempo che passa fa curare questa tristezza di me. Lei ha avuto ragione. Ho visto lui dal una festa e il mio cuore mi diceva niente niente più. Era come vedevo un vecchio compagno di classe.

Da altra parte della strada era una trattoria, sempre hanno fatto feste, anche per noi ragazzi. Siamo stati amici con i figli del proprietario. La fattoria dei miei genitori era fuori del paese e intorno c’erano tre altre, quattro case, un giardinaggio e la trattoria. Siamo stati dieci ragazzi nella stessa età. Nel campo del mio padre abbiamo giocato calcio, indiano e sono andati insieme con le biciclette in giro. Sopra nella collina è un aeroporto dei americani. Questi soldati di esercito con i suoi ragazzi fanno parte delle feste. In questo modo per noi l’inglese era diventato molto facili. L’esercito degli Stati Uniti cambiano ogni tre anni i soldati e sono arrivati nuove famiglie, e poi ho incontrato Norman, la mia secondo amicizia con un ragazzo, ma questa e una lungo storia.

Lui parlava solo inglese e avevo paura che mi non capiva. Abbiamo giocato calcio da tavola, lui mi lasciava vincere. Che cosa questo, sono stato arrabbiata e sono andata. Quanto non sono buono in un gioco e così e basta. Un paio di giorni dopo siamo incontrati. L’ aeroporto di US Army aveva un ‘open day’ e io e miei amici siamo andati di vedere come ogni anno, gli aeri e il villaggio. Sopratutto abbiamo mangiato Popcorn e Hot-dogs. Avevo la speranza che forse incontro ma molte persone vanno questo giorno di là. Dopo quasi tre ore che sono stati non l’avevo più. Alle sette gli americani cantano il nazionale, tutti si fermano colla mano destra al cuore, e lui si fermato direttamente dal altra parte della strada. Il nazionale dura e tutto il tempo abbiamo guardato negli occhi. Mi svegliata quanto era accanto a me. Siamo andati insieme verso l’uscita i miei amici in dietro di noi, ho cercato le parole inglese, felice che lui e qui. Le parole non sono stati importante per noi, c’era un sentimento di affetto che faceva le ali per continuare.

Norman era più vecchio di me ma non molto. I suoi capelli erano neri e corti la sua faccia aveva già un po il lineamento maturo. Con questa taglia corta di capelli ha guardato più serio e adulto. Noi siamo stati in questo tempo con capelli lungo, migliore siamo diventati selvaggi. C’era 1965 ha iniziato il tempo di Flower power e free love for all. Abbiamo ascoltato The Beatles, Rollings, Ten-Years-After e altri cantanti come Dylan, Stevens. Vogliamo di nuovo incontrare, parlavamo con le mani e i piedi per capire ma era riuscita. ‘Difficili..’, pensavo ma non fa niente. Con i miei amici poi andavo a casa. Loro fanno scherzi … ’sorpresa sono innamorata, che cosa volete …’ ‘niente, niente!’ e danno in una risata. Due giorno dopo veniva con la bicicletta, quasi puntuale. Norman andavo anche al pomeriggio nella scuola. Non credevo che vedo, lui porta in mano un vocabolario inglese-tedesco/ tedesco-inglese. Siamo entrati nel giardino di trattoria, a quest’ora nessuno qua, e abbiamo giocato calcio da tavola. Questa volta Norman non mi lasciato vincere e ho perso. Il rumore penetravo attraverso la trattoria e la casa dei amici. La ragazza veniva prima e poi il fratello andava di prendere Coca Cola per noi. Siamo seduti al tavola e abbiamo parlato dei nostri genitori, la scuola e i paesi, tutto con il suo dizionario e era più fantastica, abbiamo capito che cosa dicevamo. Verso le sette di sera abbiamo dovuto separarci, i amici andavano a casa per cena e anche noi due. Stavo acconto il sua bicicletta, abbiamo guardato negli occhi ma non abbiamo avuto il coraggio. Ma sono stata contenta, aspettavo che Norman non mi vedeva più e cominciavo di ballare, alzavo le braccia e cantavo…. ‘love, love me too’.

La mia sorella aveva il suo compleanno, 5 agosto, diventava 16 anni e preparavamo una grande festa. Tutti i amici sono invitati anche Norman e il suo amico. Di ora in ora la mia sorella parlava che cosa si veste e come fa i capelli. Sono state cose che non mi interessano ma importante era che lui ha potuto venire, i suoi genitori dopo la festa venivano per prendere.

Il giorno era arrivato, ho fatto dopo la scuola un po di smalto nella faccia, mi vesta con Jeans e T-Shirt e pasta. Alle cinque di pomeriggio i primi amici sono venuto e verso le sei tutti erano qui. La casa stato piena di giovane e la musica risonava, le voce e l’allegria agitava con la musica.

Norman non ancora arrivato, durante parlavo con altri amici  sempre avevo il cancello negli occhi. Che cosa successo che lui fin ora non ce. Il cancello si muove ma era un vicino che voluto dare un regalo. La mia sorella accompagnava da nostri genitori in cucina, dove la mia madre ha occupato con il rifornimento per la festa.Il mio padre ha fatto il DC, ognuno di noi un desiderio in punto la musica, hanno portato anche i dischi, nostro padre si impegnava a fondo ma si piaceva.

La giornata era bellissima non troppo caldo con un vento leggero . Ballavo con un compagno di classe quanto il cancello si apriva e ecco veniva Norman ma solo. Non potuto lasciare il mio compagno e cosi alzava il braccio per salutarlo. Lui andava dalla mia sorella per dare il suo regalo e lei giubilava e abbracciava Norman poi andavano ballare insieme. Nights in white sadin, The Moody Blues, il tramonto faceva questo più peggiore. Di niente, ballavo con il mio compagno anche questa canzone. Dovevo chiudere gli occhi che mi non tradivo ma esplodevo di gelosia.

Un dito che mi spingeva alla spalla mi lasciava aprire gli occhi, guardavo direttamente nella faccia del mio compagno che  cambiava le occhiate con qualcuno in dietro di me. Norman e la mia sorella…permesso, diceva e il prossimo momento ballavo con lui. Felice, dentro di me suonavano tutti i canzoni un concerto grosso.

Lui mi stringevo forte coi suoi bracci e mi posavo la testa all suo petto chiudevo gli occhi, che cosa c’è di più bello? Dopo The Moody Blues mio padre faceva suonare un disco di The Beatles, Something, Norman passava con la mano sui miei capelli e chinava la testa nostri labbri si toccavano per un bacio infinito.

Me lasciavo cadere nei bracci di Norman. Nostri corpi dimenavamo nel tempo della musica. Mentre mio padre un nuovo disco cercava siamo restati come eravamo. Bridge over troubled water di Simon & Garfunkel ha scelto per noi. Norman stringeva mi a sé e ogni tanto passava colla mano sulla schiena e stato come corrente che passava. Nostre labbra si trovavano sempre e poi  sempre. I nostri sguardi si incontrano che cosa facciamo, andiamo, siamo andati prima che il canzone e finiva.

Avevo un posto speciale nella fattoria degli genitori, sopra la stalla del cavallo. Ho avuto tutto i miei libri e altre cose là per fortuna non c’erano i nostri amici già sopra. Soli siamo baciati, le mani non si sono fermati. Lentamente cadeva uno dopo l’altro dei vestiti. Sono stata affettuoso e Norman accarezzava me affettuosamente con tenerezza mi tirava sulla panchina e sempre siamo baciato. Ma ti prego come stato fantastica mai prima mi sentivo così.

Qualcuno ha fatto rumore sulla scala e abbiamo sentito i passi che si avvicinavano. Non siamo stati nudo ma anche non completamente vestiti. Era la mia sorella che cercava noi la cena stata pronta. Lei doveva ridere perché abbiamo guardato così spaventati. Andava nello scaffalo con i libri qua c’ era anche uno specchio e mi ha dato, i miei capelli, il smalto degli occhi anche Norman si dovuto fare in ordine.

Insieme siamo controllato che tutto al suo posto e poi siamo andati in fretta al tavola abbiamo avuto fame. Durante la cena abbiamo fatto scherzi con ai amici, siamo stati sicuri di noi ora eravamo un copia. Norman cercava di parlare in tedesco e gli altri in inglese c’erano veramente ogni tanto un paio delle perle comiche che abbiamo raccolto con le parole.

I genitori dei amici sono lentamente arrivati a prendere i figli nostro fattoria era fuori del paese e anche i genitori di Norman son arrivati. Loro stavano dentro dai nostri genitori con gli altri. Noi giovani siamo stati fuori sul cortile che l’abbiamo ornato con la luce dei lampioncini colorati e i festoni di carta.

Norman avuto regalato mia sorella un disco del gruppo The Doors e abbiamo ascolto insieme. C’ era una rivista che ha scritto un reportage per questo gruppo e noi siamo stati curiosi come e la musica. C’erano le opinioni diversi ma mia sorella si piaciuto questo gruppo. Il mio cuscino trovava un canzone che voleva fare con il suo gruppo cui suona i canzoni del gruppo The Beatles. Il suo dolore grande era che non riesce di fare qualcosa creativo autonomo e anche fin ora non l’ ha trovato il suo sound.

Dopo la festa abbiamo visto quasi ogni giorno, il mio inglese era migliorato e anche alla scuola si faceva vedere. Norman non cercavo di imperare tedesco e per noi in Germania era normale in questo tempo . Siamo stati occupato nel mio territorio degli  stati uniti. Dal altra parte del Reno a Magonza era il territorio dei francesi. Ma questi hanno già lasciato e gli americani erano anche qua. Una decisione di Nato perché siamo stati nel tempo della guerra fredda contro est ma questo non era un tema tra noi due.

Siamo stati tubarci e quanto Norman era arrivato, lui andava anche al pomeriggio nella scuola, abbiamo lasciato passare in attesa impaziente le parole della madre e poi siamo scapato. Il tempo e ancora bello spesso siamo andati con nostre biciclette fuori nei campi o sopra nel mio piccolo posto. Un giorno poi mi ha detto domani viene con la macchina del padre. Non credevo ma era vero, negli Stati Uniti possono guidare una macchina con 16 anni.

Norman veniva con la macchina, non so ma un senso del allontanamento si infiltravo un piccolo momento.

Mi fermava indecisa….’sali, sali…! Norman era contento cui mi tirava sulla auto. Siamo andati nel paese e poi un bel giro intorno del aeroporto americano. Avevo un po paura, lui andava troppo veloce per me. Mai abbiamo parlato meno come in questa macchina.

Il tempo passava veloce e Norman mi portava a casa. Un bacio e lui ha fatto un giro per ritornare a casa sua. Nel prossimo tempo mi abituata alla auto che mi piaciuto di più c’è un registratore incorporato. La musica non ero il mio gusto ma migliore di niente, Country, ma Denver non è stato male. I nastri hanno avuto in questo tempo una dimensione enorme.

Il mio padre un giorno mi ha chiamato…correvo fuori sulla strada…non fidarmi degli occhi, ma vero. Norman e la auto si hanno postato sopra di un mucchio dei mattoni. Nostro vicino edificavo una casa per il suo figlio che si sposo. Veloce siamo andati da Norman che già cominciava di saltare fuori della macchina e del mucchio. Non aveva per fortuna niente ma subiva uno choc. Nel frattempo si assembrava una moltitudine di persone e poi arriva anche la polizia militare ma nostro vicino non faceva una denuncia.

Norman era ancora sotto choc si era fermato davanti il mucchio di mattone e la auto e non parlava niente. Prendevo la sua mano e la premevo leggero e lui si teneva la mia. Lentamente si sveglia … che cosa dico mio padre?… erano le prime parole.

La MP ha chiamato il autosoccorso del aeroporto e anche i suoi genitori. Norman andava in fra tempo da noi. Mio padre ha fatto un immagine di questa auto sopra di mucchio di mattone e confortava Norman nel sua tristezza. Cominciava di raccontare un paio di storie che erano successo.

Il migliore, stato del mio nonno, che da Opel costruiva motori ma non andava buono con la auto. Lui si trovava spesso non sulla strada ma per fortuna mai stava qualcosa grave. Una volta si trovava nel fosso al lato della strada e le galline e i polli che lui aveva comprato al mercato sono scappati. I nonni hanno cercato in tutte le direzioni per i polli e le galline e mia nonna stata molta stizzita. C’era un tempo che la ditta non dava più un macchina al mio nonno.

Il tempo passava, il autosoccorso veniva e prendeva la macchina con se. I suoi genitori venivano alla sera. Il suo padre era informato di MP che il suo figlio a posto.

Mia madre ritornava del giardino e preperava la cena, io dovevo fare la cucina e Norman parlava con mio padre anche i mie fratelli c’erano. Mia madre faceva la minestra che Norman mangiava volentieri, pomodori, fagioli, patate, con molte aromi e carne.

Mentre lavavo i piatti non mi perdeva  di vista e mi piacevo. Mia sorella apparecchiava la tavola  e durante la cena i mie fratelli hanno preso Norman un po in giro ma lui stato abituato di loro. La furbizia le si leggeva negli occhi quanto la mia sorella cominciava. Le poche parole inglese che lei conosceva avevano molto da dire.

Alle nove dovrete venire i suoi genitori così avevamo un po di tempo per noi. Siamo andati armarci con il dessert, il budino con salsa di lampone. Ho dovute raccontare per forza i ultimi novità della scuola  e una nuovo disco di Beatles che mi prestava la mia amica e Norman non conosceva volevo lasciare ascoltarlo.

Più vicino l’orologio andava verso le nove più nervoso diventava lui. Cercavo distogliere i pensieri di Norman da questo predicozzo che sicuramente viene, perché lui prendeva la auto senza permesso del suo padre.

Suo padre e sua madre arrivavano, e l’espressione del volto del padre annunciava niente buono. Sua madre abbracciava suo figlio e passava colla sua mano sul suo viso. Tutti erano contento che Norman era niente accaduto. Erano andati dopo una breve conversazione.

Per un momento mi sentivo sola guardavo verso il cancello che si chiudeva dietro Norman e i suoi genitori. Andavo di nuovo nel mio  piccolo mondo sopra della stalla del cavallo e raccoglievo le cose insieme che domani dovevo dare alla scuola in ritorno.

Non ho luce sopra e dovevo sbrigarmi. Nella cucina arrivavo pulivo la tavolo poi facevo i miei compiti ma non ero con molta attenzione al lavoro. I miei pensieri erano rivolto di Norman.

Prossimo giorni lui non venivo ne anche l’altro giorno. Non potuto andare da Norman perché la MP non mi lascia entrare nel aeroporto ma questo era normale mai mi è venuto l’idea di andare da qua. Per il pubblico l’era solo un giorno nel anno aperto. In questo tempo non c’ erano cellulari o molti telefoni. Mi sentivo come un uccello nel gabbia.

Cominciavo il tempo della raccolta delle patate e tutti siamo andati nel campo e nessuno durante la giornata e a casa. Che cosa pensa Norman quanto lo viene e il cancello era chiuso? Andavo giù verso la fattoria con il trattore e in dietro il carro con quintali delle patate quando visto Norman con il suo padre che passavano e stato la prima volta dopo quattro giorni. Anche mio padre ha visto loro era con la macchina davanti a me, alla strada abbiamo cambiato perché non potevo andare con il trattore sulla strada.

Siamo di nuovo andati per il resto e già stava al calare del notte. Fuori nel campo mi fermavo sotto un albero finché mio padre era qui. Questo posto stato un belvedere. Tenevo le mani dietro la schiena verso il tronco e godevo questa vista meravigliosa. La terra è un piccola pianeta nel universo, in questa breve visita di uomini sulla terra perché fanno male uno sotto l’altro con le guerre, la  oppressione e la sete di potere.

Mio padre veniva e caricava le patate sul carro ora veramente buio. Questo trattore mi sempre piaceva, Deutz, con molta forza e anche buona luce. Questa volta andavo fino alla fattoria ma nel cortile andava mio padre. Stanca da morire ho fatto niente più e andavo a letto.

Prossima giorno mi hanno preso in giro con un storia che anni fa successo durante la raccolta delle patate. Sei e mezzo anni sono stata, mia madre mi ha lasciato sedere alle sedia di trattore, fatto il pedale del acceleratore fisso e mi spiegato che devo andare sempre diritto. Sono andata sempre diritto ma il campo e anche avuto un fine e quanto sono arrivata di là non ho saputo che cosa devo fare. Il trattore stato un Kramer solo con 7PS, ma questo mi ha voluto postare in mezzo di rovi. Gridavo alla mamma e lei correva da me poi abbiamo fatto un giro e lei mi mostrava dove questa leva per aprire il pedalo del acceleratore.

Quasi due settimane siamo stati occupati con la raccolta e questo anno abbiamo avuto un buon raccolto. Questi campi non sono lontano del aeroporto degli americani ma mai visto Norman passare ma ora dovuto ricuperare prima i compiti della scuola.

In settembre cominciava una tarda estate. Un vento caldo e leggero soffiava nella classe della scuola imprevisto ho le lacrime agli occhi e faceva una battaglia con di ingoiare queste. Mi scusata dal professore ma dovuto andare al gabinetto. Prima che arrivavo là passava la sensazione.

Ormai quattro settimane non ho visto lui. Avevo un nodo alla gola quanto vedevo passare le auto privati degli americani ma lui non c’era. 1965 era il tempo che la NASA tre Apollo senza uomini mandava verso la luna e loro anche riuscito. Nella scuola erano gli americani qualche volte il tema numero uno. La guerra in Sud-Vietnam esplode e già 185.000 americani sono andati da là. I successi non mi permettono di dimenticare.

Il tempo diventava lentamente cattivo e  i campi erano coperti di brina al mattina. Il sole fa la brina brillante come un gioiello polverizzato.  I stivali e i cappotti vanno alla prima così confezionato noi aspettavamo alla fermata per l’autobus di scuola con nostri amici.

Al fine del settimana sarà una festa da un amico, la mia sorella e Angelika pensavano ai vestiti e chi si prendono con se. Freddi, nostro amico, impiantava una cantina per parties e questa era l’inaugurazione della cantina. Per regalo portavamo un vecchio collare del nostro cavallo cui avevamo pulito e l’imbottitura del collare restaurato.

Il sabato era fresco ma la festa stata dentro. Verso le sette nostro padre portava noi tre e i amici alla festa. Lui restato ancora un po e parlava con i genitori di Freddi. Arrivato siamo andati giù che l’esplosione di gioia di Freddi per questo collare. Lui cercava subito un bello posto alla parete della Cantina. Gli altri portavano i bicchieri, i cestini per i chips, i dischi, i cuscini per le sedie e un vecchio fucile, la canna era incurvato anche lo trovava un posto alla parete.

Ognuno di noi portava anche coke, chips e bastoncini salati. La cantina era grandiosa. Abbastanza spazio per ballare e intorno alla parete le sedie, pance e i tavolini. L’entrato stava una porta oscillante come erano nel Saloons di Wild West. Anche un banco c’era  là dietro alla parete erano i specchi con gli scaffali per i bicchieri e barattoli di coke. Qui era anche la juke-box,  molti disci e due altoparlanti veramente forte. Altre due erano destro e sinistra della pista da ballo. La musica suonava con il volume alto e tra i altoparlanti il corpo lo stesso va nelle vibrazioni ritmica.

La cantina era piena dei amici di cui conoscevo quasi tutti più e meno. Non tutti portavano anche un amico così non c’era un problema di un compagno per ballare. Un paio di amici non vedevo spesso e così la domanda veniva in modo naturale dov’era Norman. Anche loro non vedevano da tempo.

Due ore ballavo e ora ho sette e fame, andava al banco e il mio compagno ballava con un altra amica. C’era una ragazza al banco che parlava con un accento inglese, conoscevo ma non ricordavo dove incontrato. Freddi faceva il DJ e noi due prendevano lui un po in giro. Nel momento i dischi di soul e soft-rock suonano. Lui si piace Elvis e questo stava il punto.

La ragazza si accendeva una sigaretta e ora lo sapeva, la incontrato nel supermercato del’ aeroporto. Mary si chiama e i suoi genitori erano amici degli genitori di Norman. Nessuno potuto fermarmi ora volevo sapere che cosa successo.

Mary raccontava. Norman non andava bene alla scuola e i suoi genitori davano la colpa a me. Lui prendeva anche prima la macchina senza permesse e era più con l’auto in giro che faceva i suoi compiti. Poi un mese fa e morto il nonno di Norman cui abitava non lontano di Boston, Massachusetts, e la famiglia andava per il funerale in stati uniti. Lasciavano Norman dalla nonna e il fratello. Il fratello studiava teologia protestante. I suoi genitori erano ancora qui ma solo per un breve tempo perché il padre aveva inscriversi per Vietnam.

Ho Chi Minh di Vietnam nord aveva una grande forza con i suoi partigiani nel Vietnam sud e l’aiuto di Cina. La guerra era insolita difficile per gli americani perché i partigiani erano da tutte le parti.

Non mi sentivo buona, il dado era tratto, neanche potevo dirlo ciao nemmeno lui. Avevo un bisogno di l’aria fresca e andavo fuori. Il cielo stellato era una meraviglia, dovevo respirare profondamente per eliminare questo nodo alla gola.  Guardavo triste verso il firmamento ma non vedevo  la bellezza, Boston era così lontano.

Un rumore mi strappa del almanacchio. La porta si apre e due amici passano abbracciarsi con un corto: ‘che cosa fai qui fuori?’ sono andati verso la casa piccola di giardino. La porta hanno lasciato aperto e la musica è giunta fino a me. Freddi ha suonato Bob Dylan con il giradischi, The times they-are a-changin’, l’anno scorso era pubblicato. Come se Bob Dylan non ha una buona voce ma  i testi erano straordinari. Ecco mi, pensavo e andavo giù.

Non sapevo quanto lungo ero stavo fuori ma in fra tempo in tutte le direzioni erano gruppi piccoli. La mia sorella mi chiamava: ‘..tu sai chi a Clapton?’. ‘ Si, il lead-guitar di Yardbirds, perché?, chiamavo in ritorno e muovevo verso Freddi al banco. Ora lui are il disco di Animals nella mano ‘House of the Rising Sun’, la voce di Eric Burton mi piacevo. New Orleans era solo nel sud di Stati Uniti.

Al banco era una grande discussione per  le droga. Da una altra party hanno provato  il hascisc che cosa e più pericoloso l’alcool o la droga. Altro domanda perché fumiamo e beviamo queste cose o prendiamo le pillole. Gli argomenti pro e contra erano molti interessanti.  Si libera della uniformità, passa confine, trova nuove l’inspirazione, ma protesta era se il effetto passa si ricorda, lo ristretto e così si prende sempre e poi sempre, il tuo corpo non si sente male con il tempo. Noi siamo stati d’accordo che l’alcool e hascisc erano quasi pari, ne l’alcool ne la droga risolve il problema che ha perché il effetto passa e il problema è ancora. Anche per ottiene un stato migliore gli sono ristretto al effetto.

Freddi lasciava suonare ‘Help’ di The Beatles e Manfred chiamava con un cenno verso la pista. Lasciavo la discussione che in momento cercava di trovare la nuova l’inspirazione.

Ballavo fino al mio padre veniva a prendere. Suonavo l’adunata perché mia sorella e la sua amica non si lasciavano vedere. Ci stringevamo con Freddi e salutavamo i amici e i genitore di freddi e partivamo. Mia Sorella, sua amica e i due ragazzi vanno al sedile posteriore, erano troppi occupati con se. Scendevo dalla auto quanto eravamo passati da noi. Gli altri accompagnavano i suoi amici a casa.

Ero stanca da morire e andavo subito a letto.

Mia madre mi svegliava perché la bisognava aiuto nella cucina e questa domenica ero di turno. Eravamo nel mezzo di preparazione per il pranzo se veniva mia sorella ancora vestita col pigiama. Era nel pensieri sul party e cominciava a raccontare, mia madre rivolgeva ogni tanto una domanda e la animava in questo modo. Mio fratello ritornava, aveva già fatto un giro colla bicicletta, ascoltava e suo viso sghignazzava.

Non ero a posto e per fortuna nessuno mi faceva una domanda. Sbucciavo le mele per il dessert, composta di mele. Guardavo fuori e fermavo le mani con la mela e il coltello sulla tavoletta. Sentivo delusa, impotente e vuota. C’era lui ma non più per me, avevo perso lui e il fatto compiuto.

‘Cosa pensi, la composta di mele mangiamo oggi?’ mia madre mi riprendeva.

Mio padre veniva del fienile e andava subito nel bagno, i trifogli asciutti prudono alla pelle. Quest’anno eravamo anche falciare alla sponda del Reno. Sono nata al Reno dove sfocia il Meno nel Reno, ogni tanto era una enorme umidità nell’aria.

‘Che cosa preparate?’ era sua prima domanda quanto veniva fuori del bagno. Mia madre dava la lista. ‘Bene, ho fame!’ diceva e stava sedere alla sua sedia in attesa del mangiare. Avevamo dovuto ridere come lui osservava le pentole.

Dopo il pranzo facevo la cucina poi mi vestivo con una giacca a vento. Chiamavo con un fischio il nostro cane Brag e facevo una passeggiata. Camminava davanti a me ci sono sempre i odori degli altri animali e lui doveva segnare di nuovo questi posti. Ogni tanto fermavamo quanto annusava a un odore più interessante.

C’ è la sorgente. Brag sempre beveva qua e anche stava l’acqua portabile ma in questa stagione e assai fredda. Hanno fatto una d’escursione intorno alla sorgente aperto per tutti e i clubs festeggiavano là. Ma ora nessuno era qua.

Mi sedevo, Brag faceva un giro intorno alla opera monumentale. Hanno edificato simile a una galleria, destra e sinistra sono le banche e nel mezzo un tavolo lungo. Nel fondo della galleria è la sorgente. Tutto è fatto colle pietre arenaria rosso della nostra zona e coperta colla terra solo la vista frontale è libera.

C’era il nostro cuore. Incidevamo nella malta un paio di mese fa. Chiudevo gli occhi, questo giorno era bellissimo …le mani di Norman passano lentamente sulla mia colonna si fermano nei miei capelli e la spalla con sue labbra e la lingua accarezza il mio collo e andato lentamente sopra la mia pelle. Ci baciamo senza fine e stringiamo. Col suo indice mi va sopra del mio naso e le labbra. La sua voce e gli occhi sono trasognati che dice ‘I love you’. Il mio cuore è felice e innamorato.

Brag mi dava un spinta col suo muso. Avevo le lacrime agli occhi ma ora non respiravo profondamente per eliminare il mio dispiacere. Brag si sdraiava accanto a me e aspettava.

Con i miei occhi umidi guardavo nostro cuore, ‘Dove c’è una colpa?’ . Dentro di me crescevo una rabbia e il mio orgoglio si fa annunciare. I genitori di Norman avevano deciso che sono il male per il figlio ma è possibile di distinguere il bene dal male e poi li ci sono? Norman e io non davano spettacolo.

Mi alzavo, passavo la mano sulla testa di Brag ‘Andiamo?’. Lui restavo accanto a me di qui fino a casa.

La cucina era piena di amici e la musica suonava con alta voce. La mia sorella e suoi amici ballavano, migliore scollavano con i saltelli come avessero la epilessia. Anche l’amica mia Uschi scollava con la musica, Manfred la impartiva le disposizioni necessarie. ‘Un foto…’ pensavo; una sfortuna che in questo tempo non c’era una macchina da presa. ‘Non è facile’ diceva mia sorella che vedeva la mia faccia. La canzone era Wooly bully di Sam the Sham. Correvo nel mezzo di corso di danza e provavo questo nuovo ballo.

Eravamo scacci matti e facevamo una pausa. Il sacchetto di tè con le lettere cinesi dava il motivo di aprire una discussione per Mao Zedong e la rivoluzione culturale. Verso le sette ritornavano i miei genitori e il mio fratello. Loro si partecipavano alla discussione. Strano a dirsi la differenza delle opinioni non era grande.

Mia madre preparava la cena e anche i nostri amici dovevano andare a casa. Mio padre ascoltava il tempo per domani. Le barbabietole da zucchero non erano ancora raccolto e loro non si piacciono il terreno gelato.

Al mattina avevamo due ore politica nella scuola. Era come un proseguimento della nostra discussione di ieri. In Germania  era la prima volta un gabinetto di coalizione CDU, CSU/SPD e la opposizione FDP era così minore che non un contrappeso. I studenti in Germania si formavano per una opposizione fuori del governo. A Berlino si fondava il Kommune I.

Negli Stati Uniti la ‘Beat Generation’ progettava la sua versione per la società dopo la seconda guerra mondiale cogli scrittori Kerouac, Burroughs o Ginsberg. Anche si formava un’opinione sulla guerra in Vietnam che gli Stati Uniti non erano nella ragione di combattere là.

La soneria campanello esentavamo nella pausa. Nel Cortile erano Manfred, Freddi e Volker da un tema già passato, il campionato mondiale di calcio in Inghilterra. Il motivo era il giocatore Pele brasiliano, che faceva il suo primo gioco dopo avevano fatto incapace di combattere durante un gioco del campionato mondiale , avevano calpestato.

Die Sophisten und die Pfaffen
stritten sich mit viel Geschrei:
Was hat Gott zuerst erschaffen,
wohl die Henne, wohl das Ei?
Wäre das so schwer zu lösen?
Erstlich ward ein Ei erdacht,
doch weil noch kein Huhn gewesen,
Schatz, so hat’s der Has’ gebracht.

Dichter Eduard Mörike (1804–1875)

Das Ei war zuerst da!

Osterhase oder Osterei – welcher Brauch ist älter? Diese Frage entscheidet sich eindeutig zugunsten des Eis, ……….  Es ist Symbol der Fruchtbarkeit und des neuen Lebens. Alleine aus diesem Grund passt es wunderbar zum Fest der Auferstehung.

Hühner legen Eier auch zur Fastenzeit

Bereits vor rund 1.200 Jahren war es den Christen verboten, in der Fastenzeit vor Ostern Eier zu essen. Das Verbot galt eigentlich für Fleisch, schloss aber tierische Produkte mit ein. Den Hühnern als Eierlieferanten war das naturgemäß egal: Es sammelten sich daher bis Ostern immer viel zu viele Eier an. Das Abkochen half, sie haltbarer zu machen.

Ab dem 12. Jahrhundert etwa nahmen die Gläubigen am Ostersonntag die Eier mit zur Messe in die Kirche, um sie weihen zu lassen. Zu diesem besonderen Anlass wurde es mit der Zeit gang und gäbe, die Schalen bunt einzufärben und sie mit Mustern oder Bildern zu verzieren.

Hasen schlafen mit offenen Augen

Hasen sind ebenfalls Symbole der Fruchtbarkeit. Hinzu kommt, dass sie keine Augenlider haben und mit offenen Augen schlafen – das symbolisiert die Auferstehung Christi. Im Osterbrauchtum spielt der Hase erst seit 300 Jahren eine Rolle. Er geht auf die evangelische Kirche zurück, die die Eierweihe der Katholiken ablehnte.

Trotzdem schlichen sich die Eier bei protestantischen Familien ein, die damit jedoch in 1. Linie kindgemäß das Osterfest begehen wollten. Brachte ein Hase die bunten Eier, konnten sie zumindest nicht aus der katholischen Ostermesse stammen. (Verlag für die Deutsche Wirtschaft AG)

Ostern

Valentine’s Day

Seit dem 15. Jahrhundert gibt es in England Valentinspaare, die sich kleine Geschenke oder Gedichte schicken. Die Verbindung mit Blumengeschenken könnte auf die Gattin des Dichters Samuel Pepys zurückgehen, die 1667 mit einem Blumenstrauß auf Pepys’ Liebesbrief reagierte. Von da an wurde die Verbindung von Brief und Blumen in der noblen britischen Gesellschaft nachgeahmt. Englische Auswanderer nahmen den Valentinsbrauch mit in die „Neue Welt“, also nach Amerika mit. Und so kam durch US-Soldaten nach dem Zweiten Weltkrieg dieser Brauch auch nach Deutschland; 1950 veranstaltete man in Nürnberg den ersten „Valentinsball“; der Valentinstag wurde offiziell eingeführt.
Nun dieser Valentinstag ist, ähnlich wie Halloween, ein Phänomen der “Neuen Welt”. Jedoch auch ein schöner Anlass, seinen Liebsten eine kleine Aufmerksamkeit zu schenken. Klar, nicht jeder ist von solchen “künstlichen” Feiertagen begeistert. Der Valentinstag ist in der heutigen Ausprägung wohl eine Erfindung von Marketingexperten.

(Auszug aus einem mail an mich)

Bis zur Abfahrt nach Hinterzarten waren nur noch zwei Wochen und wir alle freuden uns auf die Abschlußfahrt.

Dann war es soweit und wir standen mit unseren Koffern vor dem Bus und stiegen, nachdem diese im Gepäckraum verstaut waren, ein. Es war das erste Mal, daß ich längere Zeit weg war und dieses mal nicht bei Verwandten blieb. Ein leichtes Prickeln durchfuhr mich es war richtig aufregend.

Bis Stuttgart hatten wir Regen und im Schwarzwald fing es an zu schneien, toll, wir waren begeistert, außer unserem Fahrer. Wir wurden so langsam wach, Uschi und ich, hatten eine Weile erzählt und dann bin ich eingeschlafen. Sie weckte mich als es zu schneien anfing. Um etwas Ruhe für den Fahrer zu schaffen, mußten wir einige Lieder singen und einen Quiz durchführen und dann waren wir da.

Es war ein schönes Ferienhaus mitten im Schnee, groß genug für die Klassen, die regelmäßig dorthin fuhren. Mir hat der Baustil gut gefallen und auch die Lage. Es war außerhalb von Hinterzahrten und in der Runde war ein schönes Stück Natur, was im Augenblick dabei war sich mit Schnee zu bedecken.

Die Zimmer hatten zwei, vier oder sechs Betten, einen Tisch mit Stühlen und Schränke und Heizung, wichtig. Uschi und ich waren in einem Zimmer mit vier Betten aber wir hatten einen guten Draht zu den anderen zwei. Kaum hatten wir unsere Koffer entleert wurden wir zum Abendessen gerufen, zur Mittagszeit hatten wir an einer Autobahnraststätte in einem kleinen Saal gegessen.

Es war schön kalt und viel Schnee hatten wir in dieser Woche, wir machten Ausflüge zum Titisee, Schauinsland und Hinterzarten. In Hinterzarten wohnt ein bekannnter Schiläufer und einer meiner Klassenkamaradinen entdeckte ihn, sie wollte ein Autogramm und als er nicht sofort reagierte stellte sie sich mit beiden Füssen auf seine Schi und hinterte ihn damit weiter zu laufen. Ein Lächeln ging über das Gesicht unserer Lehrerin, trotzdem bekam Waltraud einen Anschiß, weil sie sich ohne zu fragen aus der Gruppe entfernt hatte.

Die Woche flog vorbei und kaum angekommen sassen wir schon wieder im Bus zur Rückfahrt. Schade es war schön, wir hatten endlich ein bißchen mehr Gelegenheit, losgelöst aus unserer gewohnten Umgebung, uns mit unseren Kameraden zu unterhalten.

Seltsam wie sich Menschen verändern, wenn sie etwas weiter von daheim weg sind.

Ochsenbrunnen

Hier war lange Zeit unsere Treffpunkt und Spielplatz, der Ochsenbrunnen.

Auf der Heimfahrt waren wir ziemlich aufgedreht und unserer Lehrerin hatte alle Mühe uns auf den Plätzen zu halten. Als wir die Schwarzwaldhochstraße, mit ihrem herrlichen Ausblick, abwärts fuhren kehrte so langsam wieder Ruhe ein. Wir freuden uns auf zu Hause mehr oder weniger. Ursula erzählte mir jetzt schon fünften Mal, daß ihr neuer Freund sie heute abend besuchen will. Nach dem Mittagessen auf einer Raststätte der Autobahn schlief sie dann auch ein, weil sie sich ausruhen wollte. Ich hatte mir eine Zeitschrift geliehen und fing an das Kreuzworträtsel zu lösen.

Eine ‘Bravo’ war auch in giro und landete bei mir. Ich wollte vor allen wissen wie die Hitparade aussah und wie der Bilderroman weitergegangen ist. Dieses mal war auch ein Test drin: *Wie sexy bis Du*? Also ich testete mich, das Ergebnis war ernüchternd, schweigen wir darüber, über den Kamerad für gute und schlechte Zeiten bin ich nicht hinausgekommen. Aber…’ vielleicht gewinnen wir wenn wir verlieren solange wir getan haben was wir können, dafür das wir das getan haben, haben wir zumindest einen gewissen Teil des Endprodukts geschafft um das wir uns am meisten Sorgen machen: uns selbst…’(Learned Hand).

Ich weiß nicht je näher wir Mainz kamen je ruhiger wurde ich. Ich habe mich wohlgefühlt in diesem einsamen, abgelegenen Haus. Wir haben zwar viel Unsinn gemacht, hatten aber genug Zeit für uns. Ich hatte mir ein Buch, Die Schatzinsel, für die langen Abende mitgenommen, die Beine an die Heizung gelegt und es in dieser Woche gelesen. Das einzige was mich unterbrochen hatte, war wenn ein Mitspieler zum Spielen von Dame, Mensch-ärger-dich-nicht oder Halma gefehlt hatte. Wir waren aber immer noch eine große Klasse von Mädels, also kam es nicht oft vor.

Ich habe eigentlich niemand vermißt, reden brauchte ich eigentlich nicht viel, die Anderen hatten genug zu sagen. Trotzdem waren ab und zu die Diskussionen in unserem Zimmer recht interessant. Dabei ging es vor allem um unserer Eltern und Geschwister. Wir waren der Nachkriegsjahrgang und meine Mitstreiter im Zimmer hatten alle Eltern, die wesentlich Älter wie meine waren. Trotzdem was mir dabei auffiel, daß ich eigentlich nicht von meinen Eltern erwartete, daß sie mich verstehen. Verständnis für die Jugend seiner Tochter, die Anfing ihr eigenes ‘Ich’ zu entdecken. Meine Eltern waren selbst jung und kämpften mit sich und ihren eigenen Problemen. Wo die Eltern der Mädchen versuchten auf die Tochter einzugehen und zu verstehen was mit ihr los war, gab es bei mir zu Hause nur Befehl und Gehorsam.

Ich muß dazu sagen, daß meine Eltern wirklich ernste Pobleme hatten und selbst mit der totalen Veränderung ihres Lebens zu tun hatten.

Wir Kinder, drei Mädchen und ein Junge waren da und hatten eben dies so zu nehmen wie es im Augenblick war. Wir mußten etwas tun für unser tägliches Brot, früher war es auf dem Feld und im Moment wurden die täglichen Aufgaben im Haushalt auf uns Kinder aufgeteilt.

Meine erste Firma, die Adresse hatte ich vom dem Berater des Arbeitsamts, stellte mir meinen Beruf als Tankwart so vor:

‘…Ich müßte mir vorstellen, daß ich bei Wind und Wetter draußen bin, es wird heiß im Sommer und kalt im Winter, die Autos sind dreckig und der Diesel und das Benzin riecht nicht gut, die Kleidung würde den Geruch aufnehmen und überhaupt ein Mädchen wildfremden Männern ausgesetzt, er konnte sich das bei sich an seiner Tankstelle nicht vorstellen…’

Was sollte ich dazu sagen, ich nahm meinen mit viel Mühe geschriebenen Lebenslauf und Halbjahreszeugnis und ging beeindruckt davon.

Uschi hatte mehr Erfolg und hatte schon eine Lehrstelle in Aussicht. Einigen meiner Klasse ging es aber ähnlich. Aber wir waren ein geburtenschwacher Jahrgang und in dieser Zeit bildeten die Firmen noch aus und warben sogar die Lehrlinge von anderen Firmen ab.

Die nächsten Adressen von Firmen bekamen wir erst im kommenden Monat, weil unsere Abschlußfahrt nach Hinterzarten kurz bevorstand. Wir hatten wieder einmal Kochen und was mich total überraschte, Freddy unser Junge in der Gruppe machte mich an. Er wollte mein Freund sein, er mußte viel gewöhnt sein. Wir kochten jetzt mit meiner Gruppe schon fast ein Jahr zusammen und ich hatte nichts ausgelassen. Na warum nicht, wir wurden Freunde.

Er kam oft zu uns nach Hause und meine Mutter hatte von Anfang an ein ganz besonderen Draht zu ihm, die zwei konnten über alles reden. Er war der Kleine in der Familie, die ich erst viel später kennengelernt habe, seinen Vater allerdings nie, der ist früh gestorben. Seine Mutter war schon ein älteres Semester und anscheinend konnter er mit ihr nicht. Auf jedenfall hatten wir eine lockerer, lustige und freundschaftliche Beziehung, selten habe ich so gelacht wie über ihn, mit Liebe hatte das allerdings nichts zu tun und er ging mir ab und zu ganz schön an die Nerven mit seiner fast dauerhaften Anwesenheit.

Volker hatte ich inzwischen ein paarmal gesehen aber es war vorbei, die Zeit heilt die Wunden.

Mit Uschi und Michael ist es auch nichts geworden. Michael wollte seine Freundin, die er hatte, behalten. Ich konnte es schlecht sagen, zu Uschi, aber ich fand es von Michael einen tollen Zug, fair play. Sie war die erste Zeit sauer bis geht nicht mehr, aber sie erholte sich schon wieder. Durch ihren Bruder hatte sie einen Jungen getroffen, für den schwärmte sie im Moment. Ich kannte ihn nicht, mußte ein cooler Typ sein nach ihrer Beschreibung.

Meine Schwester wechselte auch andauernd ihre Favoriten, aber sie hatte keinen schlechten Erfolg. Im Gegensatz zu mir bildete sich bei ihr auch alles recht gut aus. ‘…Zwei Linsen auf ein Brett genagelt…’ so mein Vater, beschreibt meine Figur am Besten, hätte ich kurze Haare gehabt, wäre ich öfters mit einem Jungen verwechselt worden. Maria stand mit ihren Freundinnen immer in der Mitte des Schulhofes am Brunnen und sie beobachteten die Jungs, die ihnen gefallen haben…Geschmackssache, sagte der Affe, als er in die Seife biß. Aber die Gruppe von Freundinnen hatte durchweg alle Voraussetzungen bei dem anderen Geschlecht anzukommen, da gehörte auch Angelika dazu, die mir Volker ausgespannt hatte.

Meine Schwester vor der Rheinbrücke
Meine Schwester am Rhein 1966, die Brücke verbindet Mainz-Kastel mit Mainz.

Es wurde kalt und auf meinem Rad bekam ich kalte Ohren, wenn ich durch die Prärie fuhr. Zum Aufwärmen ging ich zu meiner Oma und steckte die Beine in den Backofen von dem Herd, der mit Holz oder Kohle betrieben wurde. Zu dieser Zeit hatte ich mit meinem linken Bein noch Probleme, was sich aber dann gegeben hat, kam durch das Wachstum.

Ich hatte mit drei Jahren einen bößen Unfall, mein Vater ist mit der Schneidemaschine für den Klee über mich gefahren, weil er mich hinter dem Pferd hergehend, im Klee nicht gesehen hatte. Mein Bein war durchgetrennt und hing nur noch an den Sehnen. Durch die schnelle Hilfe der Amerikaner, die in dem kleinen Wald oberhalb unseres Feldes ein Manöver hatten, und mich mit dem Jeep ins Krankenhaus brachten habe ich mein Bein behalten. Später hat meine Oma dafür gesorgt, daß ich regelmäßig zur Unterwassermassage und Gymnastik nach Wiesbaden kam. Ich habe von meinem dritten bis siebenten Lebensjahr eine Schiene, Leder und Stahlgerüst, getragen und dann wollte ich nicht mehr, die mußte immer wenn ich gewachsen war erneuert werden und das war der Augenblick, meine Chance. Dumm war ich, gar nichts wäre geblieben, heute laufe ich meine Schuhe schief. Aber meine Eltern gaben nach und liesen keine neue Schiene anfertigen.

Ich hatte meine erste oder zweite Gipsschiene in meinem Reich über dem Pferdestall als Bleistiftschale in Benutzung. Ich denke, daß die meine Oma aufgehoben hatte, die hob alles auf. Meine Mutter kam selten dahin, aber an einem Tag als sie hochkam, sollte ich etwas aufschreiben, also nahm ich einen Stift aus der Schiene. Als sie sah, was ich da als Bleistiftschale benutzte, war sie entsetzt. So schnell konnte ich nicht reagieren, wie sie den Inhalt auf meinen Tisch gekippt hatte und diese Schiene liquitierte.

Ich war sprachlos, sah ihr hinterher wie sie mit der Schiene über die steile Treppe verschwand. Es wurde nicht mehr darüber geredet, es war als hätte diese Schiene nie existiert.

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Für alle die über meine Seite fallen. Ich liebe dieses Fest, die geschmückten Strassen in der Stadt, die Leute die nach Geschenken suchen und die Musiker auf der Straße.

Ich weiß nicht ob jemand in dieser Zeit schon mal in Frankfurt auf der Zeil, die jetzt Fußgängerzone ist, war, in dieser Zeit ist sie einmalig oder in Mainz auf dem Weihnachtsmarkt. Aber ich denke jede Stadt hat so etwas an Weihnachten.

Dabei sind es nicht die Geschenke, sondern die Art wie sie angeboten werden, die Stimmung, die erzeugt wird. Auch wenn man nicht das Geld und auch keine Kreditkarte zieht, was ja Sinn dieser Aktion der Kaufleute ist, kann man diese Stimmung in sich ziehen. Ich geniesse es an langen Abenden in meiner eiskalten Bude zu sitzen und,wie jetzt, mich vorzubereiten auf das Fest.

Am heiligen Abend werde ich mir ein paar Plätzchen backen, dan riecht es toll nach Christbaum und Fest. Jeder von meinen Hunden bekommt ein paar tolle Knochen und wir machen einen langen Spaziergang, sie lieben es mit mir durch die Berge zu wandern.

Das Halbjahreszeugnis kam und ich war mit mir zufrieden, kann man wohl sagen, ich wurde Klassenbeste und klopfte mir auf die Schulter. Als Belohnung von der Schule, bekamen die Besten aus dem Kreis Wiesbaden eine Reise nach Berlin geschenkt, war das vielleicht nichts, toll? Ich wußte nichts von diesem Preis und es hatte auch wohl keiner damit gerechnet, daß ich so ende.

Vorher war aber noch eine Klassenausflug nach Hinterzarten mit unserer Lehrerin Frau Axler auf dem Plan und das war im Winter.

Jetzt waren aber erst mal Ferien und ich dachte weder an das eine noch an das andere. Ich half meiner Oma im Garten und wie immer wenn es fast dunkel war kam der Satz….wir müssen noch gießen. Also Gießkanne geschnappt und an den Bach zum füllen. Manchmal haben mein Bruder, Norbert, mein Cousin, Franz und ich auch Fußball gespielt. Ich war im Tor und zum Glück hatte es nicht die normale Größe.

Mein Bruder war später dann bei der Jugend von den Kastelern Fußballern, trotz dem Widerstand meines Vaters, der gegen jeden Verein war. Er hatte die Kriegszeit immer noch nicht verarbeitet. Er war in der Hitlerjugend und sehr sportlich, eins in Sport fünf in Mathe, ich weiß nicht, er hat nie darüber gesprochen aber seine Erfahrungen müssen mehr wie negativ gewesen sein und er hat alles in sich vergraben.

Mein Bruder, Franz, Norbert und ich haben gemeinsam so manche Jugendstreiche ausgeführt und Spiele gespielt. Ein paar Jahre früher habe ich mal Indianerzelte gebaut und wir spielten mit Ausdauer dieses Spiel. Ich hatte dafür eine Menge Kartoffelsäcke von der Genossenschaft zerschnitten und vernäht, dazu hat mein Vater nichts gesagt. Nachdem wir von der Presse fotografiert worden sind, Wiesbadener Kurier, mußten wir sogar gegen die Indianer vom Fort Biehler auf den Kriegspfad gehen. Dabei hat mir einer mit seinem Tomahawk an der Hand verletzt. Ich bin zu meinem Vater mit der blutenden Hand gerannt, der hat sie dann vescheucht. Sie haben sich in einem Werkzeugschuppen versteckt, blöd wie sie waren, das war wie eine Falle und mein Vater hat sie nicht mehr rausgehen lassen, ohne daß sie zusichern uns in Ruhe zu lassen.

Die Ferien waren am zu Ende gehen und so ziemlich am letzten Tag habe ich meine Periode bekommen, ich wurde erwachsen. Ich habe sie immer gehaßt, aber so ist die Natur.

Als wir wieder in der Schule waren, gab es einige Neuigkeiten. Die erste war, daß die Schuljahre auf neun verlängert wurden und alle jetzt mindestens 12 Jahre in die Schule gehen mußten. Der Schulanfang wurde vom Frühjahr auf den Herbst verlegt, das heißt nach den Sommerferien fing das neue Schuljahr an. Was aber weitaus schlimmer war, Frau Axler hatte endlich einen Mann gefunden, heiratete und verließ bald die Schule. Sie versammelte uns um sich und brachte es uns schonend bei…blöde Frage von mir:’…und was machen sie mit Ihrem Haus?’ Sie hatte uns mal mitgenommen, sie wohnte in den Bergen hinter Eltville mit einem tollen Blick über das Rheintal. Der Mann lebte aber in Frankfurt und da würde sie wohl auch hinziehen.

Wir verbrachten die Wochen, die uns blieben bis wir nach Hinterzarten abfuhren mit eifrigen Lernen und ab und zu auch nachdenklichen Momenten. Wir mußten unsere ersten Bewerbungen schreiben und Nachmittags bei den Firmen vorstellig werden die Lehrlinge suchten.

Ein Tag wurde ich zum Rektor zitiert, ich war mir keiner Sache bewußt oder? Ungeduldig wartete ich bei seiner Sekretärin, die scheißfreundlich war, verdächtig? Es ging um die Reise nach Berlin, zum Glück, den Termin. Ich dachte schon es ging um den letzten Scherz von mir in der Küche.

Wir hatten alle zwei Wochen samstags Kochunterricht und ich war Tischmutter von meiner Gruppe. Im Sinne der Emanzipation hatten die Jungs Werken und die Mädchen Kochen mit Ausnahmen, aber nur von der Seite der Jungs. Da gab es zwei Jungs die Koch lernen wollten und die kochten mit uns und einer war in meiner Gruppe, der durfte die Zwiebeln, Kartoffeln schälen und all das was ich als unangenehm empfand. Wir waren immer fünf in einer Gruppe und wir erlaubten uns einige Scherze mit den Herren der Schöpfung. Na, und letzte Woche hatten wir Freddy, so richtig schön auflaufen lassen.

Uschi und ich schrieben unsere Bewerbungen und die Berater vom Arbeitsamt sahen mit uns die Unterlagen nochmal durch. Wir bekamen Adressen von Firmen die Lehrling, Auszubildende, suchten und nachdem wir auch unseren Lebenslauf in der Schule geschrieben und korrigiert hatten, gingen wir auf die Firmen los.

 

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